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SUMMARY:"Michele Antonio PLAZZA FLORA SARDOA (1748-1788)"  Saggio introduttivo, trascrizione del manoscritto autografo e note di Giancarlo NONNOI
LOCATION:Fondazione di Sardegna\, Cagliari
DESCRIPTION:Presentazione del volume Michele Antonio PlazzaFlora Sardoa (1748-1788) a c
 ura di Giancarlo Nonnoi \nCon un saggio introduttivo di Giancarlo Nonnoi, c
 he ha anche curato la trascrizione del manoscritto autografo e le note, dop
 o oltre due secoli e mezzo dal suo concepimento ha visto infine la luce a s
 tampa e nella sua versione integrale la FLORA SARDOA (1748-1788), il più an
 tico trattato di botanica sistematica che si conosca sul mondo vegetale del
 la Sardegna.\nRedatta dal versatile chirurgo collegiato piemontese Michele 
 Antonio Plazza (1720-1791), ancorché rimasta in ombra per un certo periodo,
  l'opera rappresenta da numerosi punti di vista una pietra miliare della ri
 cerca in senso moderno condotta nell'Università di Cagliari e non solo. Si 
 tratta infatti del primo lavoro scientifico originale e di ampio respiro re
 alizzato da un docente dell'ateneo, nel quale le acquisizioni di una plurie
 nnale attività di indagine vengono esposte e ordinate ricorrendo alla rivol
 uzionaria tassonomia linneana, una metodologia che nella Penisola tardava a
 ncora ad essere accolta. Una peculiarità che conferisce alla FLORA SARDOA a
 ssoluta unicità non solo in ambito locale ma anche nel panorama degli studi
  floristici italiani del secondo Settecento.\nOriginario di Villafranca Pie
 monte, Plazza compì gli studi chirurgici all'Università di Torino e, dopo a
 ver esercitato per alcuni anni la professione nella capitale, nel 1748, com
 e chirurgo personale dell'arcivescovo di Cagliari Giulio Cesare Gandolfi, a
 pprodò una prima vota in Sardegna, dove sarebbe vissuto per oltre trentacin
 que anni, fino al giorno della sua morte. Lasciata temporaneamente l'isola,
  il chirurgo piemontese si avvicinò al systema naturae linneiano nel corso 
 di un prolungato soggiorno a Parigi e a Montpellier, dove frequentò con ass
 iduità i celebri giardini botanici delle due città, ed ebbe modo di confron
 tarsi con alcuni dei principali fitologi e naturalisti francesi, tra cui An
 toine e Bernard de Jussieu, Buffon, Guettard, d'Argenville, Bombard e Sauva
 ges de Lacroix. Rientrato per alcuni anni a Torino, oltre a fornire alla Se
 greteria di Stato preziose indicazioni per il miglioramento delle condizion
 i sanitarie ed economiche della Sardegna, fu molto attivo nei cenacoli che 
 animavano la nascente scienza sperimentale della capitale sabauda e fu tra 
 i primi membri della neonata Società Privata Torinese, divenuta in seguito 
 Accademia Reale delle Scienze, a cui venne associato sin dalla sua costituz
 ione.\nA seguito di un provvedimento che precorreva di un quinquennio la ra
 dicale riforma degli studi universitari nell'isola, su disposizione del min
 istro Bogino, nel 1759 Plazza tornò per la terza volta e definitivamente in
  Sardegna, per ricoprire nell'Università di Cagliari la cattedra di Chirurg
 ia, che era stata per lui espressamente istituita e per avviare la relativa
  scuola accademica, in virtù della quale verrà superato il secolare e poco 
 affidabile controllo esercitato della corporazione dei pratici sull'arte ch
 irurgica. In aggiunta alla posizione accademica, gli venne inoltre affidata
  la direzione dell'ospedale cittadino, unitamente a molteplici altri compit
 i sanitari. A partire da quella data, a seguito di un selettivo lavoro di r
 accolta in parte già condotto durante precedenti e ripetute esplorazioni te
 rritoriali, di studio analitico e di documentazione delle numerose specie i
 ndividuate, prese corpo il progetto della FLORA SARDOA, al quale il chirurg
 o-naturalista si dedicò almeno fino al 1788, impegnandosi allo stesso tempo
  in numerosi altri incarichi governativi e progetti, tra cui la realizzazio
 ne del primo nucleo di un orto botanico con annessa un'accademia di agricol
 tura.\nAnalizzando i vari elementi di contesto che incoraggiarono la genesi
  della FLORA, nel saggio di Nonnoi che apre il volume si evidenzia come nel
 la seconda metà del XVIII secolo, la Storia naturale e in particolare la Bo
 tanica, grazie alla sistematica di Linneo e alla crescita esponenziale degl
 i interessi e delle politiche coloniali, assunse presto i caratteri di una 
 scienza globale. Il disegno di Linneo era infatti quello di realizzare un a
 tlante mondiale delle specie vegetali, un repertorio programmaticamente in 
 progress, aperto cioè ai contributi provenienti da una vasta comunità di es
 ploratori, di tassonomi, di «cacciatori di piante» e di amateur attivi in o
 gni angolo della terra.\nAll'interno di questa cornice, nel formulare la di
 agnosi di oltre ottocento specie, osservate de visu nel loro specifico habi
 tat, studiate morfologicamente, ordinate e classificate secondo i più rigor
 osi e avanzati criteri tassonomici e la cui presenza mai prima di allora er
 a stata segnalata nell'antica Ichnusa, l'autore del corposo trattato di più
  di trecento pagine intendeva perseguire, tra gli altri, due obiettivi prim
 ari. Da un lato, posizionare in modo non più aleatorio la Sardegna nello sc
 enario naturalistico planetario, offrendo una rappresentazione sistemica, n
 on casuale ed impressionistica della sua fitosfera, leggibile univocamente 
 da ogni membro della cosmopolita comunità dei botanici; dall'altro, contrib
 uire a realizzare, attraverso la tessera sarda, il grande mosaico dell'univ
 ersale systema vegetabilum, incardinato sulla razionalistica filosofia sess
 uale linneana. Una visione transnazionale e lungimirante della ricerca, piu
 ttosto innovativa per la cultura scientifica sarda e che per la prima volta
  e con nettezza prendeva forma nell'accademia cagliaritana; una consapevole
 zza che solo in tempi a noi molto vicini diverrà l'orizzonte condiviso di o
 gni uomo e donna di scienza al lavoro non solo nell'Università di Cagliari,
  ma in ogni ateneo e nei numerosi centri di ricerca attivi nel mondo.\nGian
 carlo Nonnoi è stato professore di Storia della filosofia moderna e di Stor
 ia della scienza all'Università di Cagliari. La sua attività di studio ha t
 occato molteplici tematiche e seguito diversi percorsi, con particolare att
 enzione per le interrelazioni tra scienza e cultura. Con un gruppo di giova
 ni collaboratori, ha creato il primo nucleo di documentazione in formato di
 gitale sulla circolazione delle idee scientifiche e filosofiche nella Sarde
 gna dell'età moderna. Tra le sue pubblicazioni: Il Pelago d'aria (1988); Sa
 ggi galileiani. Atomi, Immagini e Ideologia (2000); e numerosi contributi m
 onografici usciti in Italia e all'estero su temi e figure del pensiero scie
 ntifico e filosofico europeo. Ha curato Circolazione d’idee, parole, libri,
  uomini e culture: Sardegna, Corsica, Toscana (2009), e, con Carlo Mulas, h
 a edito le Riflessioni intorno ad alcuni mezzi per rendere migliore l’isola
  di Sardegna (1755-56) di Michele Antonio Plazza (2016).\n \nEDIZIONI DI ST
 ORIA E LETTERATURA Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È nece
 ssario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 06/39670307 www.storiaelett
 eratura (https://www.storiaeletteratura)\n\n
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 sentazione del volume</strong></span></div><div>&nbsp;</div><div style="tex
 t-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong>Michele Antonio Pl
 azza</strong></span></div><div style="text-align: center;"><span style="fon
 t-size: 18pt;"><strong>Flora Sardoa (1748-1788)</strong></span></div><div>&
 nbsp;</div><div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;">
 <strong>a cura di Giancarlo Nonnoi</strong></span></div><p>&nbsp;</p><p>Con
  un saggio introduttivo di Giancarlo Nonnoi, che ha anche curato la trascri
 zione del manoscritto autografo e le note, dopo oltre due secoli e mezzo da
 l suo concepimento ha visto infine la luce a stampa e nella sua versione in
 tegrale la FLORA SARDOA (1748-1788), il più antico trattato di botanica sis
 tematica che si conosca sul mondo vegetale della Sardegna.</p><p>Redatta da
 l versatile chirurgo collegiato piemontese Michele Antonio Plazza (1720-179
 1), ancorché rimasta in ombra per un certo periodo, l'opera rappresenta da 
 numerosi punti di vista una pietra miliare della ricerca in senso moderno c
 ondotta nell'Università di Cagliari e non solo. Si tratta infatti del primo
  lavoro scientifico originale e di ampio respiro realizzato da un docente d
 ell'ateneo, nel quale le acquisizioni di una pluriennale attività di indagi
 ne vengono esposte e ordinate ricorrendo alla rivoluzionaria tassonomia lin
 neana, una metodologia che nella Penisola tardava ancora ad essere accolta.
  Una peculiarità che conferisce alla FLORA SARDOA assoluta unicità non solo
  in ambito locale ma anche nel panorama degli studi floristici italiani del
  secondo Settecento.</p><p>Originario di Villafranca Piemonte, Plazza compì
  gli studi chirurgici all'Università di Torino e, dopo aver esercitato per 
 alcuni anni la professione nella capitale, nel 1748, come chirurgo personal
 e dell'arcivescovo di Cagliari Giulio Cesare Gandolfi, approdò una prima vo
 ta in Sardegna, dove sarebbe vissuto per oltre trentacinque anni, fino al g
 iorno della sua morte. Lasciata temporaneamente l'isola, il chirurgo piemon
 tese si avvicinò al systema naturae linneiano nel corso di un prolungato so
 ggiorno a Parigi e a Montpellier, dove frequentò con assiduità i celebri gi
 ardini botanici delle due città, ed ebbe modo di confrontarsi con alcuni de
 i principali fitologi e naturalisti francesi, tra cui Antoine e Bernard de 
 Jussieu, Buffon, Guettard, d'Argenville, Bombard e Sauvages de Lacroix. Rie
 ntrato per alcuni anni a Torino, oltre a fornire alla Segreteria di Stato p
 reziose indicazioni per il miglioramento delle condizioni sanitarie ed econ
 omiche della Sardegna, fu molto attivo nei cenacoli che animavano la nascen
 te scienza sperimentale della capitale sabauda e fu tra i primi membri dell
 a neonata Società Privata Torinese, divenuta in seguito Accademia Reale del
 le Scienze, a cui venne associato sin dalla sua costituzione.</p><p>A segui
 to di un provvedimento che precorreva di un quinquennio la radicale riforma
  degli studi universitari nell'isola, su disposizione del ministro Bogino, 
 nel 1759 Plazza tornò per la terza volta e definitivamente in Sardegna, per
  ricoprire nell'Università di Cagliari la cattedra di Chirurgia, che era st
 ata per lui espressamente istituita e per avviare la relativa scuola accade
 mica, in virtù della quale verrà superato il secolare e poco affidabile con
 trollo esercitato della corporazione dei pratici sull'arte chirurgica. In a
 ggiunta alla posizione accademica, gli venne inoltre affidata la direzione 
 dell'ospedale cittadino, unitamente a molteplici altri compiti sanitari. A 
 partire da quella data, a seguito di un selettivo lavoro di raccolta in par
 te già condotto durante precedenti e ripetute esplorazioni territoriali, di
  studio analitico e di documentazione delle numerose specie individuate, pr
 ese corpo il progetto della FLORA SARDOA, al quale il chirurgo-naturalista 
 si dedicò almeno fino al 1788, impegnandosi allo stesso tempo in numerosi a
 ltri incarichi governativi e progetti, tra cui la realizzazione del primo n
 ucleo di un orto botanico con annessa un'accademia di agricoltura.</p><p>An
 alizzando i vari elementi di contesto che incoraggiarono la genesi della FL
 ORA, nel saggio di Nonnoi che apre il volume si evidenzia come nella second
 a metà del XVIII secolo, la Storia naturale e in particolare la Botanica, g
 razie alla sistematica di Linneo e alla crescita esponenziale degli interes
 si e delle politiche coloniali, assunse presto i caratteri di una scienza g
 lobale. Il disegno di Linneo era infatti quello di realizzare un atlante mo
 ndiale delle specie vegetali, un repertorio programmaticamente in progress,
  aperto cioè ai contributi provenienti da una vasta comunità di esploratori
 , di tassonomi, di «cacciatori di piante» e di amateur attivi in ogni angol
 o della terra.</p><p>All'interno di questa cornice, nel formulare la diagno
 si di oltre ottocento specie, osservate de visu nel loro specifico habitat,
  studiate morfologicamente, ordinate e classificate secondo i più rigorosi 
 e avanzati criteri tassonomici e la cui presenza mai prima di allora era st
 ata segnalata nell'antica Ichnusa, l'autore del corposo trattato di più di 
 trecento pagine intendeva perseguire, tra gli altri, due obiettivi primari.
  Da un lato, posizionare in modo non più aleatorio la Sardegna nello scenar
 io naturalistico planetario, offrendo una rappresentazione sistemica, non c
 asuale ed impressionistica della sua fitosfera, leggibile univocamente da o
 gni membro della cosmopolita comunità dei botanici; dall'altro, contribuire
  a realizzare, attraverso la tessera sarda, il grande mosaico dell'universa
 le systema vegetabilum, incardinato sulla razionalistica filosofia sessuale
  linneana. Una visione transnazionale e lungimirante della ricerca, piuttos
 to innovativa per la cultura scientifica sarda e che per la prima volta e c
 on nettezza prendeva forma nell'accademia cagliaritana; una consapevolezza 
 che solo in tempi a noi molto vicini diverrà l'orizzonte condiviso di ogni 
 uomo e donna di scienza al lavoro non solo nell'Università di Cagliari, ma 
 in ogni ateneo e nei numerosi centri di ricerca attivi nel mondo.</p><p>Gia
 ncarlo Nonnoi è stato professore di Storia della filosofia moderna e di Sto
 ria della scienza all'Università di Cagliari. La sua attività di studio ha 
 toccato molteplici tematiche e seguito diversi percorsi, con particolare at
 tenzione per le interrelazioni tra scienza e cultura. Con un gruppo di giov
 ani collaboratori, ha creato il primo nucleo di documentazione in formato d
 igitale sulla circolazione delle idee scientifiche e filosofiche nella Sard
 egna dell'età moderna. Tra le sue pubblicazioni: Il Pelago d'aria (1988); S
 aggi galileiani. Atomi, Immagini e Ideologia (2000); e numerosi contributi 
 monografici usciti in Italia e all'estero su temi e figure del pensiero sci
 entifico e filosofico europeo. Ha curato Circolazione d’idee, parole, libri
 , uomini e culture: Sardegna, Corsica, Toscana (2009), e, con Carlo Mulas, 
 ha edito le Riflessioni intorno ad alcuni mezzi per rendere migliore l’isol
 a di Sardegna (1755-56) di Michele Antonio Plazza (2016).</p><p>&nbsp;</p><
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